Biennale di Architettura: la nuova convivenza post-pandemica

Biennale di Architettura: la nuova convivenza post-pandemica

REPORTAGE – Rinviata di un anno a causa di Covid-19, la manifestazione si è aperta a Venezia il 22 maggio, con grande sobrietà e nonostante gli assenti. Tutte le derive del mondo sono mirabilmente mostrate, ma poche soluzioni concrete rispondono alla domanda cruciale del curatore libanese Hashim Sarkis.

Dal nostro inviato speciale a Venezia

È la fine di un mondo che era migliore prima o sarà migliore dopo? Sarà plurale, elastico, collettivo”, ci assicura il curatore di questa 17ma Biennale, Hashim Sarkis, tanto ottimista quanto rassegnato. Siamo condannati al futuro e non abbiamo altra scelta che andare avanti. L’architettura può fornire soluzioni dove la politica ha fallito. È il nostro dovere verso le generazioni future”. Deciso molto prima che l’epidemia di Covid-19 travolgesse il pianeta, la sua domanda “Come faremo a vivere insieme?” ha assunto una gravità che lui stesso non si aspettava. Questa Biennale della crisi ci proietta in un’era post-pandemica, terribilmente angosciante o formidabilmente promettente, a seconda che si veda il bicchiere mezzo vuoto o pieno.

Suona l’emergenza di un universo già malato del suo riscaldamento globale (Antarctic Resolution è la prima pubblicazione di 150 specialisti presentata in un forte rumore

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