Il Museo Guggenheim di Venezia

Il Museo Guggenheim di Venezia

Il Museo Guggenheim di Venezia

Perché visitare la Collezione Peggy Guggenheim a Venezia?

E se il tuo viaggio a Venezia fosse l’occasione per scoprire una delle più belle collezioni di arte moderna in Europa !
La Fondazione Peggy Guggenheim, situata nel Zona Dorsoduronel Palazzo Veniér dei Leoni e il suo giardino, tra il ponte dell’Accademia e il punto Dogana.

Questa raccolta è quella di una ricca ereditiera americana, figlia di un banchiere scomparso nell’affondamento del Titanic, che si è ricostruita prima attraverso i libri, poi attraverso l’arte e l’amore senza limiti. In questo “palazzo incompiuto” (con un solo piano dei quattro originariamente previsti nel 1748 dall’architetto Lorenzo Boschetti), comprende un collezione di dipinti e sculture moderne e contemporanee.

Tutte le correnti artistiche del XX secolo sono rappresentate, con una sovrarappresentazione delle opere surrealiste, e grandi nomi come Picasso, Magritte, Mondrian, Polock (uno dei suoi amanti?), Mirὀ, Kandinsky, Ernst (il suo secondo marito), Van Doesburg, Delaunay, Tanguy
Ma anche nomi probabilmente meno conosciuti ma che vale la pena scoprire come Laurence Vailpittore e soprattutto scultore, che fu il primo marito di Peggy e padre dei suoi due figli, Egidio Costantini, il grande maestro del vetro di Murano, Alexander Calder che eccelleva particolarmente nella creazione di mobili di filo metallico…

E questa lista non è affatto esaustiva! Peggy, l’eccentrica, con una vita piena di storie d’amoreHa vissuto in questo palazzo dal 1949 fino a poco prima della sua morte nel 1979. È sepolta lì accanto a 14 dei suoi compagni a quattro zampe.

Tomba di Peggy GuggenheimPeggy Guggenheim

Inizierete a scoprire il giardino e le sue sculture e la terrazza con la famosa e divertente scultura di Marino Marini Si può visitare l'”Angelo della Città” con la sua magnifica vista sul Canal Grande, poi continuare all’interno del palazzo con il famoso Collezione Peggy Guggenheimprima di terminare eventualmente la vostra visita con una collezione temporanea.
C’è anche un negozio dove si può comprare un bel souvenir: un libro sulla collezione, gli artisti e le tendenze artistiche, così come piccoli oggetti come portachiavi o magneti…

Biglietto da collezione Guggenheim Venezia €18 (Senior €16, Giovani €11)

L'angelo della cittàAngelo della città – Marino Marini – Guggenheim

Collezione Peggy GuggenheimIl Museo Guggenheim dal Canal Grande

Il Museo Guggenheim di Venezia

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La Collezione Peggy Guggenheim è aperta dalle 10:00 alle 18:00 tranne il martedì e il 25 dicembre.
Si prega di notare che alle 17:30 non è più possibile entrare nel museo.
Oltre alla collezione permanente, vengono organizzate mostre temporanee che sono incluse nel biglietto.
tel 041.2405411
[email protected]
Ingresso gratuito per i bambini fino a 10 anni
Come arrivare al museo:
vaporetto linea 2, direzione Lido, fermata Accademia
vaporetto linea 1, direzione Lido, fermata Accademia o Salute
Da Piazza San Marco:
vaporetto linea 2, direzione P. Roma, fermata Accademia
vaporetto linea 1, direzione P. Roma, fermata Salute o Accademia

I nostri consigli per visitare la collezione Peggy Guggenheim:

Il museo attira un sacco di gente, quindi c’è molta attesa per comprare i biglietti a causa della folla.

Per evitare inutili attese alla biglietteria ti consigliamo di comprare il tuo biglietto in anticipo. file coupe del biglietto :

Biglietto da collezione Guggenheim Venezia €18 (Senior €16, Giovani €11)

Ognuno vive l’arte a modo suo, su ogni quadro troverete le nostre due esperienze del lavoro dell’artista – Oriane & Angel

Kandinsky

Weisses Kreuz (Croce Bianca), 1922 Vasily Kandinsky

Croce bianca KandinskyVasily Kandinsky. Croce Bianca ( Weisses Kreuz ) 1922 Guggenheim Venezia

Oriane: Durante il suo “periodo bianco” nei primi anni 1920, Kandinsky usa sempre più forme geometriche che galleggiano in un piano irregolare. Il titolo isola una croce bianca che disturba una scacchiera sulla destra, nascosta dietro un groviglio di forme e segni colorati. Tuttavia, l’occhio è attratto dalle linee arancioni e nere che corrono perpendicolari l’una all’altra e sembrano equilibrare l’insieme instabile.

Angel: Sì, sì, parla al mio cervello

Theo van Doesburg

Composizione in grigio, 1919

Theo van Doesburg Guggenheim VeneziaComposizione in grigio (Rag-time) Theo van Doesburg, 1919

Angelo: Nel 1917, Theo van Doesburg e diversi altri artisti tra cui Piet Mondrian fondarono il gruppo De Stijl per cercare di stabilire una nuova arte riduttiva.

Così hanno ridotto gli elementi dei loro dipinti a colori e forme geometriche in opposizione. Il loro scopo è quello di esprimere una realtà mutevole come lo è la natura.

Qui i rettangoli non sono forme geometriche in sé, ma lo spazio in rilievo formato dalle linee e la sostanza creata dalle sfumature di grigio.

Troviamo l’ovale cubista delimitato negli angoli dalle linee formate da rettangoli non finiti. Questo sposta l’attenzione dal centro della tela alla periferia.

Oriane : Ok… Se riassumo, è l’espressione di 50 sfumature di grigio…

Controcomposizione XIII, 1925

Theo van Doesburg - GuggenheimContro-Composizione XIII ( Contra-Compositie XIII ) 1925-1926

Oriane : Nel 1924, Theo Van Doesburg si stancò delle linee orizzontali e verticali del gruppo De Stijl.

L’ha spezzato decidendo di neutralizzare la monotonia che ha chiamato “Elementarismo” con linee diagonali.

Quest’opera spinge l’occhio alla periferia invitandoci a seguire le linee dei triangoli isosceli oltre la tela per completarli.

Angel: Oh sì, e ha creato il player di youtube nel 1925!

Robert Delaunay

Finestre aperte simultaneamente, prima parte, terzo motivo, 1912

Guggenheim DelaunayRobert Delaunay 1912 Finestre aperte simultaneamente

Angelo: le finestre si aprono simultaneamente…

Quando vedo questo, non mi sorprende che Windows si blocchi spesso…

Oriane: Angel, sei fuori strada… Non è una pagina di Windows ma una foto di Parigi!

Delaunay fu ispirato per molti dei suoi dipinti da una cartolina di Parigi che mostrava la Torre Eiffel sopra i tetti della città…

Angel: Oh sì! Ora che ne parli: si può vedere la forma della Torre Eiffel al centro, e poi le finestre in basso, e forse gli edifici verticali a sinistra… Molto figurativo alla fine!

Oriane : Sembra addirittura che ci siano diverse Torri Eiffel!

Angel: È quello che dicevo, ha dipinto la mappa diverse volte, sovrapponendole… Come se avesse aperto diverse finestre!

Max Ernst

Coppia zoomorfa, 1933

Coppia zoomorfa Guggenheim Max ErnstCoppia zoomorfa, 1933

Angelo: Questo quadro è un bell’esempio della tecnica dello sfregamento di Max Ernst, che nasce dall’idea di riprodurre attraverso effetti di macchie casuali forme che l’immaginazione rende figurative.

Oriane: un po’ come quando si trovano personaggi o animali nelle nuvole?

Angel : Sì, ma lo spiega con i ricordi d’infanzia in cui osservava le macchie prodotte accidentalmente nelle scanalature del legno.

Si è anche ispirato a un trattato sulla pittura di Leonardo da Vinci che invita a guardare le macchie sui muri finché non appaiono delle forme

Oriane : E concretamente come fa?

Angel : Infatti all’inizio metteva delle corde sotto le sue tele e ci strofinava sopra dei pigmenti di pittura. Questo ha rivelato i meandri casuali di questi che poi ha manipolato per fare delle immagini. Poi ha evoluto la sua tecnica. Per questa tela, ha messo sopra delle corde piene di vernice e ha lavorato a spruzzo.

Oriane: Comunque, quando vedo questo quadro, capisco dove J.K. Rowling ha preso l’ispirazione per i Mangiamorte

Angel : Beh, per una volta, potresti avere ragione… In Harry Potter, i Mangiamorte rappresentano il male… Nell’opera di Ernst, queste forme umanoidi accoppiate a forme di uccelli alludono all’ascesa del nazismo negli anni ’30… E furono i nazisti stessi a vederlo, visto che Hitler lo mise nella lista nera nel 1933!

Oriane : È forte! Riesce ad esprimere idee in modo concreto partendo da forme casuali! Qui si vede chiaramente un umano con unghie lunghe e affilate che accarezza la testa di un’aquila! E accanto, un cobra in piedi… Sta ipnotizzando l’uomo, come faceva il nazionalsocialismo?

Yves Tanguy

In un luogo indeterminato (En Lieu oblique), di Yves Tanguy, 1941

Yves Tanguy GuggenheimIn un luogo indeterminato (En Lieu oblique), marzo 1941

Oriane : Il set Madmax a colori

Angel : Se vuoi! Infatti è un olio su tela che rappresenta un luogo indeterminato…

Oriane : OK, ma non c’è altro da dire su questo bel quadro?

Angel: Oh sì! Certo! Yves Tanguy, nato a Parigi nel 1900, viaggia dall’età di 18 anni in Africa, Sud America e Inghilterra, poi dopo il suo servizio militare, fa un servizio civile in Tunisia. Inizia a dipingere in questo periodo e trova un posto con, tra gli altri, Ernst, Masson, Miró e Picasso in una mostra surrealista a Parigi nel 1927. Dopo il 1930, le immagini delle formazioni geologiche che aveva osservato durante i suoi viaggi in Africa si trovano nei suoi dipinti. Nel 1939, incontra la pittrice Kay Sage e con lei viaggia e vive negli Stati Uniti.

Oriane : E?

Angel : Bene, in questo quadro il luogo indeterminato è un deserto, o comunque una distesa piatta e ventosa… E l’interpretazione surrealista del pittore trasforma le formazioni geologiche che lo disseminano in oggetti più geometrici, forse meccanici?

Oriane : Ecco! Questo mi conferma… Pezzi di rottami di Mad Max!

Jackson Pollock

Circoncisione (Circoncisione), 1946

GuggenheimJackson Pollock – Circoncisione -1946

Oriane: è bello ma non vedo a prima vista nessuna connessione con il titolo Circumcision!

Angel: sì, c’è un gufo sopra, ma è ancora circonciso!

Oriane: vuoi dire circospetto?

Angel: sì, non è la stessa cosa, vero?

Oriane : Un po’ serio… Beh sì, ci sarebbe un legame… È Lee Krasner, sua moglie di origine ebrea russa, che lo dice perché è lei che ha suggerito il titolo…

Angel: Infatti, Pollock non lo sapeva lui stesso?

Oriane : Ecco… La sua tecnica di pittura è guidata dal suo istinto, disegnando linee e forme apparentemente a caso.

Angel : Ma si possono vedere elementi figurativi così come il gufo! Guarda bene: ci sono frecce, occhi, segni tribali, figure umane e persino punti di sutura!

Oriane: e sembra che tutto giri intorno a una zona sfocata che evoca una specie di violenza…

Angelo: In effetti, Pollock, che dipinge con il suo inconscio, ha tradotto qui un rito di passaggio ancestrale che può essere ben diverso da una circoncisione, ma sua moglie, di origine ebraica, lo ha associato a questa usanza religiosa!

La donna della luna, 1942

Jackson PollockLa donna luna – Jackson Pollock – Guggenheim Venezia

Angel: La donna della luna? Vedo una donna, con una testa a forma di mezzaluna…

Oriane : Pollock era un pittore surrealista chiaramente influenzato da Joan Miró e Pablo Picasso, e ha adottato il concetto di inconscio come fonte dell’arte. Le viste frontali e di profilo del viso evocano i 2 aspetti del sé: il conscio e l’inconscio.

Angel: Lo farò, ma perché la luna?

Oriane: È possibile che, come i suoi amici William Baziotes e Robert Motherwell, l’artista si sia ispirato alla poesia di Charles Beaudelaire “I benefici della luna” che evoca “i fiori sinistri che assomigliano ai bruciatori d’incenso di una religione sconosciuta, i profumi che turbano la volontà”.

Angel: Cosa vuoi dire?

Oriane : I fiori in alto a destra non sembrano sinistri? E l’espressione nel profilo della donna non mostra un riflesso inquieto?

Angel : … Si potrebbe dire, da continuare… Qui direi: da meditare!

Arshile Gorky

Senza titolo, 1944

GuggenheimArshile Gorky – Senza titolo

Angel: Finalmente un piano chiaro per attraversare Venezia senza perdersi!

Oriane : Questo quadro non ti ricorda nient’altro? Non dimenticate che Arshile Gorky è un pittore surrealista influenzato in particolare da Joan Miró: forme di fiamme, ovali punteggiati e suggestioni di genitali che galleggiano su uno sfondo indeterminato.

Ma a differenza di Miró, Gorky collega le sue forme insieme creando una struttura globale. E poi solo occasionalmente collega le nuvole di colore a queste forme…

Mi stai ascoltando, Angel? Ti vedo pensare a questo quadro!

Angel: Sto analizzando… non riesco a capire se sono maschi o femmine! Non è una mappa di Venezia dopo tutto, non è così chiara, e mi sono perso! Per una volta ho sbagliato tutto!

Egidio Costantini

Sculture su vetro dopo schizzi di Picasso, 1964

Egidio Costantini GuggenheimEgidio Costantini – Sculture su disegni di Picasso
1964

Angelo: L’unico bowling di Venezia!

Oriane: Oh no Angel! Siete senza speranza… Per fortuna queste magnifiche sculture di vetro che l’artista ha realizzato a partire dagli schizzi di Pablo Picasso sono protette da griglie!

Questo maestro del vetro ha creato opere sublimi spesso in collaborazione con i più grandi pittori del XX secolo.

Voleva elevare l’arte della soffiatura del vetro allo stesso livello della scultura o della pittura, ed è per questo che collaborò con vetrai, artisti (Alexander Calder, Gino Severini, Pablo Picasso, Jean Arp, Max Ernst, e altri) per creare sculture in vetro basate sui loro disegni.

Laurence Vail

Bottiglie, primi anni ’40

Collezione Peggy GuggenheimLaurence Vail – Bottiglia di vetro e collage, altezza 43 cm

Angelo: Laurence Vail, americano di nascita, è nato a Parigi nel 1891. Suo padre era un rinomato pittore che lo portò spesso a Venezia durante la sua infanzia.

Nel 1922 sposò Peggy Guggenheim ed ebbe due figli. Oltre alle sue sculture, produsse numerosi dipinti e scrisse un libro satirico sul suo matrimonio.

Oriane : Quest’opera non ha titolo… Fa solo parte della collezione di collage su bottiglie intitolata Bottles

Angelo : Ne ho trovato uno: “Un uomo in costume che è rimasto troppo a lungo sotto i piccioni di piazza San Marco!

Oriane: Un po’ più di rispetto per favore! Quest’uomo aveva la bottiglia!

Alexander Calder

Silver Bed Head, inverno 1945-1946

GuggenheimTesta di letto d’argento di Alexander Calder -1946

Angelo : Alexander Calder, nato nel 1898 in una famiglia di artisti negli Stati Uniti, è particolarmente noto per le sue sculture in filo metallico e per il sorprendente circo che ha creato nel 1928 a New York, anche se ha fatto anche numerosi disegni per illustrare libri e riviste. Infatti, dopo aver disegnato immagini circensi per la National Police Gazette e aver esposto alcuni dipinti, iniziò a creare sculture in filo di ferro e legno, e poi animò le sue sculture con animali e caricature in uno spettacolo che chiamò il Calder Circus.

Fece amicizia con Joan Miró, la cui influenza sarebbe stata visibile in molte delle sue opere. A partire dal 1931, crea sculture in movimento o “mobili” in contrapposizione alle costruzioni fisse, gli “stabiles”, poi negli anni ’50 mobili sonori, i “gong”, e mobili da parete, le “torri”, prima di evolvere verso la fine degli anni ’60 in “totem” e “animobiles”, che sono variazioni dei mobili in piedi.

Oriane: Oh, guarda! Una testiera d’argento! Arioso, leggero, e sebbene immobile sembra essere in perpetuo movimento… Piante, insetti, pesci… Il tutto sembra animato da un leggero movimento, come l’acqua spinta da una leggera brezza sulla superficie…

Un modo delicato per addormentarsi, portando con noi immagini pacifiche e fresche per i nostri sogni!

Angel: Mi sembri davvero ispirato! Questo è certamente l’effetto che l’artista stava cercando quando ha fatto questa commissione da Peggy Guggenheim!

Cy Twombly

Senza titolo, 1961

Collezione Guggenheim VeneziaCy Twombly, senza titolo

Angelo: Twombly, nato negli Stati Uniti nel 1928, ha studiato alla Boston Art School. Cominciò ad esporre opere nel 1951 che furono influenzate da Franz Kline, di cui adottò l’espressionismo gestuale in bianco e nero, e da Paul Klee, che era più interessato all’immaginario infantile.

Dal 1952 viaggiò in Nord Africa e in Europa, per poi stabilirsi a Roma nel 1959.

Oriane: Oh, scarabocchi! Posso farlo anch’io!

Angel: Scarabocchi, forse, ma con tutto un vocabolario di segni con significati metaforici a volte sessuali…

Oriane : Bene, eccoci qui! Ho creduto ingenuamente ai disegni infantili… Pensi che analizzando più precisamente, possiamo decifrare certi segni e dedurre un significato?

Angel: Sì, per esempio, quella cosa con i ghirigori neri e ricci appesi nel mezzo, cosa significa per te? E accanto, a sinistra, l’area rosa tra due forme parallele?

Oriane : Allora, andiamo ben oltre le mie deboli competenze di analista grafologico e psicoanalitico!

Alberto Giacometti

Donna sgozzata, 1932

Peggy Guggenheim VeneziaAlberto Giacometti – Donna sgozzata, 1932

Oriane: Oh! Uno scorpione mezzo schiacciato?

Angel: Quasi! Hihi! È un insetto velenoso in cattivo stato… Ma non uno scorpione…

Guarda il titolo!

Oriane : Donna con la gola tagliata e con un’arma da fuoco.

Angel: E sì… Questa è la rappresentazione di Alberto Giacometti (figlio di Giovani Giacometti)! Usa una tecnica surrealista per esprimere la sua visione della donna come vittima e autore della sessualità maschile: prende la forma di uno pseudo-insetto, sventrato.

Le sue parti anatomiche sono spostate e rappresentate in modo astratto. Tutto il corpo è irrigidito in un atteggiamento di tetania che esprime una violenza infinita.

Oriane : Deve essere stato un po’ psicologicamente disturbato da una o più donne quando ha fatto questa scultura!

Pablo Picasso

Il poeta, 1911

Museo Guggenheim VeneziaPablo Picasso – Il poeta, 1911

Angelo: Un poeta? Oh bene!

Oriane : Questa è un’opera del 1911, quando Picasso stava esplorando il cubismo analitico, cioè la fusione dell’oggetto nel suo spazio.

Per questo, l’intera composizione è stata frammentata. Ma a un certo punto i dipinti divennero troppo astratti per i gusti di Picasso.

Ecco perché ha iniziato a integrare una struttura piramidale nelle sue composizioni, come qui, per dare un po’ di visibilità all’oggetto.

Angel: È vero che quando ci si allontana dal quadro si può ancora distinguere un personaggio, ma questo non significa che lo si possa chiamare poeta!

Bisogna essere l’autore per saperlo! O essere parte del cerchio…

Joan Miro

Donna seduta II, 1939

Joan Miró Collezione Peggy Guggenheim, VeneziaJoan Miró – Donna seduta II, 27 febbraio 1939

Angelo: 1939… Una donna siede nel mezzo della guerra civile spagnola…

Oriane : Sì, è la guerra in Spagna e l’inizio della guerra in Europa. Questo quadro è dipinto nel modo dell’espressionismo, vale a dire che non mostra il mondo com’è ma lo esprime.

La testa aggressiva, quasi bestiale, esprime angoscia. Ma le spalle sono larghe e stabili, simbolo di solidità…

Angelo: Ci sono molti simboli in questa composizione: l’uccello simboleggia l’aria, il pesce l’acqua, la luna, le stelle, i pianeti invitano a una riflessione cosmica.

Haha, vedo che stai rispondendo piuttosto bene a questo invito!

Per saperne di più sulla collezione Peggy Guggenheim, vi invitiamo a visitare il Museo Guggenheim di Venezia

Per muoversi a Venezia troverete tutte le descrizioni delle linee di vaporetto e i loro orari sulla nostra pagina dei vaporetti.
Per chi vuole anticipare e avere un pass taglia-code, è meglio comprare un pass per il vaporetto ACTV.

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