Passeggiata nella zona di Cannaregio

Passeggiata nella zona di Cannaregio

Pace e tranquillità a Cannareggio!

Questa mattina, abbiamo deciso di allontanarci da Piazza San Marco per scoprire una zona più tranquilla… Per farlo, abbiamo preso un vaporetto sul Canal Grande fino alla stazione di Santa Lucia, appena ad est del Cannaregio… Una bella crociera sul Canal Grande di circa 30 minuti. Siamo ora al molo “Stazione”. Che mondo!!!

Un flusso di turisti che arrivano in treno o in navetta dai parcheggi si dirige verso la principale via dello shopping che attraversa il Cannaregio da ovest a est.

Dalla stazione si chiama “Rio Terra Lista di Spagna”, probabilmente per la presenza del consolato spagnolo qui. Ma è davvero la strada nuova, anche se cambia nome diverse volte.

Facile da individuare: folla, negozi di souvenir, bar e ristoranti per turisti e negozi di vestiti… Se siete venuti a Venezia per fare shopping o per mangiare un kebab, fate pure!

Altrimenti, fate come noi: girate a sinistra appena potete, poi perdetevi nelle vie di Cannaregio…

Allora, la prima strada è calle della misericordia. OK… È molto più tranquillo! Andando verso nord-est, lungo Calle Pesaro… Pfff…

Nessun ponte sul canale di cannaregio. Quindi o si sale a sinistra per 500 m, o si accetta la folla giusto il tempo di attraversare il ponte delle guglie…

Vai, lasceremo la folla subito dopo! A sinistra dopo il ponte, poi a destra per arrivare al ghetto vecchio.

Ghetto di Venezia Cannaregio

Oriane : Sai da dove viene la parola ghetto?

Angel: uh… c’era una torre di guardia?

Oriane: Niente affatto! È una parola veneziana (getto) che significava una fonderia. Nel Medioevo, c’era una fonderia per le bombarde della Serenissima sul sito dei ghetti di Venezia. Gli ebrei che vivevano a Venezia dal XII secolo si riunirono all’inizio del XVI secolo nelle vicinanze di questa fonderia. Queste comunità provenienti dalla Germania, dalla Polonia e dall’Europa orientale furono poi costrette a vivere nel ghetto nuovo e poi nel ghetto vecchio, un po’ più recente e un po’ più grande, senza poterne uscire. I veneziani non hanno inventato tutte le cose buone…

Entrando qui, si notano i buchi nei pali di pietra dove erano fissati i cardini delle porte. Infatti, anche se oggi ha tre ingressi, il ghetto era accessibile solo attraverso due cancelli, che venivano chiusi di notte.

Sul canale che lo circonda, il rio del ghetto nuovo, pattugliano guardie armate. Gli ebrei dovevano indossare cappelli gialli ed erano sottoposti ad ogni tipo di bullismo. L’unica libertà che avevano era quella di praticare la loro religione all’interno del ghetto. Il ghetto vecchio fu creato intorno ad esso perché non c’era abbastanza spazio.

Edifici alti (fino a 7 piani!) permettevano di ospitare (per così dire!), nel XVII secolo, fino a 5000 abitanti. Con l’arrivo di Bonaparte, grazie ad una maggiore libertà, molti ebrei poterono stabilirsi fuori, limitando la sovrappopolazione.

Oggi, la comunità ebraica di Venezia, decimata dalla deportazione dei nazisti, rappresenta solo circa 300 persone che, per la maggior parte, non vivono più in questo quartiere.

Ma per tradizione, le sinagoghe e il Museo Ebraico sono rimasti qui. Gli ebrei di Venezia non vivono qui, ma vengono nel campiello delle scuole, dove ci sono due sinagoghe, e nel campo del ghetto nuovo, dove ce ne sono ancora tre.

Un memoriale è installato sotto forma di targhe fissate a un muro di mattoni. I bassorilievi ricordano le atrocità subite dagli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

UOMINI, DONNE, BAMBINI, MANDRIA PER I CREMATORI
SULLA LORO STRADA VERSO L’ORRORE SOTTO LA FRUSTA DEL BOIA.
IL VOSTRO TRISTE OLOCAUSTO È IMPRESSO NELLA STORIA
E NIENTE SCACCERÀ LE VOSTRE MORTI DAI NOSTRI RICORDI
PERCHÉ I NOSTRI RICORDI SONO LA TUA UNICA TOMBA.

“LA CITTÀ DI VENEZIA RICORDA GLI EBREI VENEZIANI
CHE IL 5 DICEMBRE 1943 E IL 17 AGOSTO 1944
FURONO DEPORTATI NEI CAMPI DI STERMINIO NAZISTI.

Lasciamo il campo da un ponte di legno per perderci di nuovo nei vicoli di questo quartiere popolare.

Strade strette, collegate da portici di mattoni, cul de sac che si aprono su piccoli canali sulle cui rive sono costruite vecchie case di mattoni rossi.

Molte hanno parti coperte da un vecchio intonaco nei toni del giallo e dell’arancione. Il bucato si asciuga per le strade, le barche dormono lungo i piccoli canali.

Che contrasto con il trambusto della periferia di San Marco!

canale di cannaregiocanale nel cannaregio

In calle del ghetto vecchio, al numero 1143, abbiamo trovato una piccola pasticceria kosher, “Panificio Volpe Giovani”, dove abbiamo trovato qualcosa da gustare!

Dopo una breve pausa picnic sul lato di un canale, con una degustazione di quei meravigliosi dolci tradizionali, decidiamo di esplorare il Cannaregio un po’ più a nord.

Madonna dell’Orto

Fondamenta Madonna dell’Orto

Abbiamo camminato in cerchio per un po’, persi in mezzo a stradine che portano a canali, poi siamo riusciti a raggiungere la Fondamenta Madonna dell’Orto e la sua graziosa chiesetta.

Sacca della MisericordiaSacca della Misericordia

Da qui iniziò la ricerca di uno squeri, un’officina per la fabbricazione e la riparazione di gondole.

Ce ne sono rimasti pochissimi a Venezia, ma ci è stato detto che ne avremmo trovato uno vicino alla Sacca della Misericordia, un piccolo bacino allestito come porto di pesca a nord di Cannaregio, vicino alle Fondamente Nuove.

Adoro le cacce al tesoro… Quindi eccoci qui!

Finalmente è all’angolo tra il rio della Sensa e il rio dei Moti che abbiamo trovato la nostra felicità!

Non ci si stanca mai di vagare per questi quartieri più o meno popolari, quasi vuoti di turisti, anche durante la stagione di carnevale…

Attraversiamo il Canale della Misericordia per raggiungere la parte orientale di questo tranquillo quartiere…

Passeggiata nella zona di Cannaregiosqueri gondole venezia

Ogni angolo di strada, ogni riva di canale, una sorpresa, una scena da immortalare, un dettaglio architettonico da notare…

Porte ad arco, a volte aperte su un campiello e il suo pozzo, a volte su un vicolo “decorato” con i suoi fili di lino colorati, a volte su un vicolo cieco o un canale…

Non sai dove guardare per non perdere nulla dello spettacolo! Si potrebbe passeggiare in questa zona per ore…