Venezia sfugge all'iscrizione nella lista del patrimonio mondiale in pericolo

Venezia sfugge all’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale in pericolo

La riunione del Comitato dell’Unesco a Fuzhou, in Cina, ha preso in considerazione l’annuncio del governo italiano che le grandi navi da crociera sarebbero state bandite dall’entrare nel cuore della laguna dal 1° agosto. Offre una proroga di un anno alla città per misurare i suoi sforzi per preservare questo gioiello architettonico.

Venezia è sfuggita in extremis giovedì dall’essere inserita nella lista del patrimonio mondiale in pericolo, proposta dall’Unesco poco prima che il governo italiano annunciasse il divieto per le grandi navi da crociera di entrare nel cuore della laguna.

Il Comitato del patrimonio mondiale riunito a Fuzhou, in Cina, ha preso nota del divieto, che entrerà in vigore il 1° agosto. Essa dà alle autorità italiane fino al 1° dicembre 2022 per riferire sui loro sforzi per preservare l’ecosistema unico e il patrimonio storico della Serenissima.

Il ministro italiano della cultura e del patrimonio, Dario Franceschini, ha accolto con favore la decisione del comitato. Ma “l’attenzione del mondo su Venezia deve rimanere forte”, ha avvertito in una dichiarazione, chiedendo lo “sviluppo sostenibile di questa proprietà unica”.

Il comitato dell’Unesco ha giustificato la sua decisione, approvata nonostante le riserve della Norvegia, dopo aver ricevuto “informazioni dell’ultimo minuto” su un decreto emesso dal Consiglio dei ministri a Roma il 13 luglio, secondo il quale il transito dei “colossi del mare” attraverso il centro storico sarebbe vietato.

A partire dal 1° agosto, alle navi di più di 25.000 tonnellate lorde, di più di 180 metri di lunghezza, con un pescaggio di 35 metri o le cui emissioni contengono più dello 0,1% di zolfo sarà vietato l’ingresso nel Bacino di San Marco, nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca.

Dovranno attraccare nel porto industriale di Marghera, dove saranno fornite strutture, mentre le navi da crociera più piccole (circa 200 passeggeri) potranno continuare ad attraccare nel cuore della città.

Il Canal Grande visto dal Ponte di Rialto a Venezia Luca Campigotto